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Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
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Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

Alpeggi di Vova | Stampa |
Scritto da Gianpaolo Fabbri   

ALPEGGI DI VOVA SOTTO UNA FITTA NEVICATA

NOVEMBRE 2013

Dislivello: 700 m. Tempo di salita: 2 ore 10’. Tempo totale: 4 ore.

 

Le previsioni meteorologiche, sia svizzere che italiane, ci consigliano rassegnazione già da giorni e, quindi, la consueta gita del giovedì dovrà adattarsi a quanto ci offrono per questa settimana. Pioggia a valle, neve abbondante sopra gli 800 metri. Non ci resta che cercare un percorso tranquillo e sicuro, ma, soprattutto, un ricovero per nutrirci adeguatamente ed asciugare le nostre vecchie e stanche ossa. Il consueto coordinamento verbano- ossola sceglie gli alpeggi di Vova, che hanno tutte le caratteristiche richieste, a cominciare dalla baita accogliente di Giuliano, aperta per gli amici dodici mesi all’anno. Si parte in sette da Chioso, a quota 900 m, dove parte la strada per Vova. Ombrelli subito aperti, ma niente ciaspole, che restano in auto. Infatti, un vecchio saggio, profondo conoscitore dei luoghi e della meteorologia, preannuncia una perturbazione lieve, con poca neve “in alto”. Ed è così che, dopo pochi minuti, la pioggerella si trasforma in una fitta ed abbondante nevicata, ma nessuno ha voglia di tornare indietro per attrezzarsi di ciaspole, tantopiù che la guida rimane sempre in testa al gruppo e ci batte bene la pista. Si tenta, ognitanto, di seguire il sentiero per tagliare qualche tornante della comoda strada, ma, con gli ombrelli aperti e i rami abbassati dal peso della sempre più abbondante nevicata, si rinuncia presto al sentiero. Arriviamo all’alpe Vova, quota 1448 m, dopo 1 ora 15’ e troviamo già 50 cm di neve. Motivo in più per accelerare verso l’accogliente baita, dove il padrone di casa ci sta già aspettando, in località Il Motto, a quota 1600 m. Il tragitto lo conosciamo bene e sentiamo già il profumo delle cose buone che ci aspettano in tavola: potremmo salire ad occhi chiusi. Alle 10, dopo 2 ore e poco più di salita, siamo al caldo dal nostro amico e qualcuno dice che, forse, si poteva ritardare la partenza di un’ora. Non è un problema! Basta anticipare il pranzo, godendosi la bella compagnia, senza curarsi di quel che avviene all’esterno. Saggiamente si riparte subito dopo il caffè, anche perché nevica sempre più fitto e la neve raggiunge già i 70 cm. In discesa non ci sono problemi, salvo qualche piccola scivolata sugli ostacoli sommersi dalla neve leggera e inconsistente, che ci permette di organizzare una gara di tuffi, favoriti anche dall’euforia del dopo-pranzo. Dopo 1 ora 50’ siamo alle auto, semisommerse dalla neve, e qui inizia la parte più impegnativa della gita su una strada ben innevata. Il vecchio saggio meteorologo tace ormai da qualche ora.

 
 
 
       

 

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