Ultimi Eventi

Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
Immagine

Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

Sassariente | Stampa |
Scritto da Gianpaolo Fabbri   

PREMESSA. Non ci si deve mai illudere che l'inverno sia finito, soprattutto quello 2013 – 2014. La stessa gita due anni fa, a fine marzo, aveva avuto tutte le caratteristiche della gita estiva, salvo qualche innocuo residuo di neve sul breve tratto esposto a nord, in prossimità del Muro dei Polacchi. Quest'anno tutt'altra storia: tanta neve e sentiero cancellato dalla strage di abeti nel tratto dopo l'Alpe Foppiana. Il Sassariente , comunque, resta una meta bellissima, molto panoramica, divertente nel tratto finale attrezzato, anche se il viaggio in auto, dall'Ossola, non è molto agevole.

SASSARIENTE

17 APRILE 2014

Dislivello: 700 m. Tempo di salita: 3 h 10'. Tempo totale: 5 h.

La giornata è splendida ed è tornato un po' di fresco, più consono alla stagione. Il caldo dei giorni scorsi ci fa pensare ad una gita ormai estiva, con poca neve sotto i 2000 metri. Raggiungiamo Locarno, ingaggiando la solita competizione per la sopravvivenza con i frontalieri, alcuni dei quali un po' troppo frettolosi. Per fortuna Angelo ha conseguito di recente il brevetto di pilota di “formula Centovalli”. By-passata Locarno grazie alla preziosa e geniale galleria, andiamo a Gordola e, di qui, a Cugnasco, dove incontriamo la strada stretta e avventurosa che, in dieci km e circa 30', ci porta a Medoscio, Monti di Ditto e Monti di Motti, quota 1062. Qui lasciamo le auto e incontriamo gli amici lacustri, provenienti da Verbania e Varese. Siamo in tredici ed i più superstiziosi vorrebbero procedere ad un sacrificio umano, per propiziarci gli dei del Sassariente (da sass ariènt). La vittima designata è sempre la stessa, dotata di grande “disponibilità”. Due anni fa questa escursione richiese 2 h 20' di salita e 4 h in totale: questo ci rende ottimisti. Il primo tratto è su comoda strada asfaltata. Poco dopo s'imbocca il sentiero che porta ai Monti della Scesa, bell'alpeggio contornato di splendidi ciliegi selvatici (45'). Lasciate le baite sulla destra, si prosegue in un bosco di faggi, dove s'incontra già la neve, per fortuna dura e compatta, che non ci fa rimpiangere le ciaspole rimaste oltre confine. I segni del sentiero sono quasi tutti sui sassi a quota zero e, quindi, grazie alla neve, si perdono rapidamente. E' vero che gli alberi possono esser tagliati, ma qualche segno in più sui tronchi non avrebbe dato fastidio. Conoscendo già la zona ed essendo guidati da uno scout di origini apache, raggiungiamo ugualmente l'alpe Foppiana, quota 1495, dove ha luogo la colazione “pasquale” (1 h 25'). Si riparte entrando in un bosco di abeti dove il bel sentiero è quasi completamente cancellato da tanta neve e tanti tronchi abbattuti dal peso dell'inverno. Siamo costretti ad un percorso molto scomodo e tortuoso. La neve è quasi gelata ed il ripido tratto finale nel bosco richiede molta attenzione. Scolliniamo sulla dorsale a quota 1723, dove incontriamo il Muro dei Polacchi, edificato per scopi non chiari dagli internati dopo la seconda guerra mondiale, lungo più di 1 km, fino alla Cima di Sassello (1891). A questa oggi dovremo rinunciare. Costeggiamo il muro per qualche centinaio di metri in direzione est e, sempre con grande attenzione, scendiamo per qualche decina di metri per imboccare l'ultimo tratto di sentiero, attrezzato con passerelle di legno, ringhiere, gradini di ferro e corde, che conduce alla cima (quota 1768).

Lo splendido panorama sul lago e sulle vette circostanti ci ripaga delle fatiche impreviste. Si ridiscende per lo stesso percorso, facendo tesoro di quanto appreso durante la salita, in circa 2 ore. Un drink al bar – ristorante di Monti di Motti conclude la bella ed avventurosa giornata.

 
 
 
       

 

Joomla Templates by Joomlashack