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Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
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Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

Pizzo Stagno | Stampa |
Scritto da Gianpaolo Fabbri   

 

PREMESSA. Il Pizzo Stagno, sito sulla dorsale che separa Val Grande e Val Loana, è una cima poco frequentata. Salendo in vetta dalla Bocchetta di Cavalla, ne abbiamo capito il motivo: non è una tranquilla passeggiata, ma richiede una certa attenzione. Ambiente circostante e panorama giustificano, comunque, la fatica.

GITA N. 19

PIZZO STAGNO – CIMONE DI STRAOLGIO

10 LUGLIO 2014

Dislivello totale: m 1005. Tempo totale: 5 h 20 '.

La giornata non è delle migliori: poco sole, aria fredda, più autunnale che estiva, nuvole minacciose. Per camminare, forse, è meglio così. Gli ombrelli negli zaini, alla faccia di alcune previsioni, non serviranno. Gita nuova e, quindi, alta partecipazione. Alle 7.30, posteggiate le auto a fine strada, ci avviamo in 15, con i border collie Asia e Book, da Fondo Li Gabbi, Val Loana, quota 1238. A La Cascina, dopo 5', il gruppo si divide: i 4 meno allenati e convalescenti proseguono diritti in direzione Alpe Scaredi, gli 11 più in forma, o meglio più fortunati, piegano a destra e iniziano la salita verso l'Alpe Cavalla, quota 1665. Fin qui mulattiera evidente. Dall'alpe la traccia è meno chiara, ma la guida ed un esperto ex cacciatore, conoscitore dei luoghi, ci conducono senza problemi alla Bocchetta di Cavalla, quota 1842. Camminiamo da 1 h 30'. Rapida colazione e s'imbocca, in direzione sud, la cresta che porta in vetta al Pizzo Stagno, meta principale e più ambita della giornata. Qui le cose si complicano: in fondo, siamo dei dilettanti senza pretese. La traccia, che spesso scompare, sale ripidissima in mezzo ai rododendri e, quasi subito, ci troviamo sul filo di cresta, con il vuoto alla nostra destra, verso l'Alpe Ai Fornali e la Bocchetta di Vald. Qualche passaggio su roccia, facile per quasi tutti gli umani, non lo è per i cani che, seppure incoscienti, richiedono un po' d'aiuto. Per fortuna non sono dei San Bernardo, ma il buon Book, coi suoi 27 kg, non è propriamente un fuscello. Fra arrampicata e nuoto nei rododendri raggiunge la vetta anche il gruppo con i cani, che, tutto sommato, sono una scusa niente male per giustificare i 15' di ritardo. Siamo a 2183, un'ora dopo la partenza dalla bocchetta. Sosta in vetta, foto, ironiche allusioni al ritardo del “gruppo cani”. D'accordo quasi tutti su un punto: basta cresta! Ed è così che, a parte alcuni irriducibili, ci abbassiamo di circa 100 metri sul versante della Val Grande (ovest) e risaliamo tranquillamente la seconda vetta del giorno, il Cimone di Straolgio, 2151. 40' dal Pizzo Stagno. La direzione resta sud e lo sarà, su ripido sentiero, fino alla Cappella di Terza, 1859. Qui si gira a sinistra (est) ed in 10' si arriva all'Alpe Scaredi, 1842, ed al suo bivacco , sempre aperto e, come tale, spartano: ricordiamoci che siamo in Italia! Dal Cimone 40'. Ci aspetta uno dei quattro amici lasciati alla partenza. Il geriatra prova a tutti la pressione, con esito positivo: questa sì che è professionalità! Gli altri tre arriveranno più tardi, reduci dalla Cima della Laurasca. Incontriamo solo stranieri, di lingua tedesca. A fine pranzo ci gustiamo le corse di tre camosci in arrivo da sud, che, solo alla vista dei cani ben guinzagliati (siamo nel Parco!), cambiano direzione ad una velocità incredibile. In 1 h 30' scendiamo a Fondo Li Gabbi, passando dall'Alpe Cortenuovo, 1776, da Le Fornaci, 1327, e da La Cascina, 1255, dove ci permettiamo un drink quasi analcolico per festeggiare le nuove vette conquistate.

 
 
 
       

 

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