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Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
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Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

Lago del Cingino | Stampa |
Scritto da Fabbri Gianpaolo   

PREMESSA. Questa gita, facile e non particolarmente faticosa, si svolge in uno degli ambienti più belli in assoluto delle montagne ossolane, la valle del Troncone, che si sviluppa fra il lago di Campliccioli e il Passo d'Antigine. Di qui si scende nella valle di Saas. Gli stambecchi che si arrampicano sul muro della diga, quasi verticale, sono la ciliegina sulla torta. Chi tentasse di rovinare questa valle incontaminata meriterebbe un posto in piedi in uno dei gironi più profondi dell'Inferno Dantesco.

LAGO DEL CINGINO

31 LUGLIO 2014

Dislivello totale: circa 1000 m. Tempo totale: 7 h. Sviluppo totale: km 13,992.

Agosto, tempo di ferie. Ed ecco che ai dipendenti INPS si aggiungono studenti e lavoratori in meritata vacanza. Una rara bella giornata di fine luglio permette a 20 umani e 3 quadrupedi di programmare questa splendida gita. La parte tecnicamente più impegnativa dell'escursione è il viaggio in auto fino ai parcheggi presso la diga del lago di Campliccioli. Di qui costeggiamo il lago sulla sua destra orografica e, al termine del percorso pianeggiante, pieghiamo a destra attraversando il torrente su una passerella. Con pendenza prima dolce, poi gradualmente in aumento, raggiungiamo l'Alpe Casaravera, 1499, in 50'. I tempi di oggi non sono realistici. Siamo in tanti, ce la prendiamo con tutta calma, qualcuno non è allenato o non sta bene. Il tempo totale di questa escursione, pause escluse, sarebbe di 5 h 30'. Si prosegue per l'Alpe Lombraoro di Sotto, 1636, da dove il sentiero s'inerpica decisamente. Poco dopo, durante la pausa – colazione, viene caricato furtivamente un sasso nello zaino del nostro amministratore. E' la prima volta che ciò avviene durante la salita, ma lo vogliamo mantenere allenatissimo. Prima dell'Alpe Cingino, 2044, attraversiamo un comodo nevaio, residuo dell'ennesima valanga del nevosissimo inverno. Dopo 3h 45' dalla partenza, con passo molto tranquillo, siamo alla diga del lago Cingino, 2250. Il sentiero è ben segnato lungo l'intero percorso. Lo spettacolo degli stambecchi, coi loro piccoli, inerpicati sul muro quasi verticale a leccare il salnitro trasudato dalla costruzione ciclopica è incredibile, unico al mondo. Su una pendenza di quasi 90° si muovono meglio di tanti umani su un sentiero pianeggiante. Dopo le foto saliamo al bivacco, poco più in alto, e pranziamo crogiolandoci all'ultimo sole di questo luglio. Sul bel tavolo in legno, all'interno del rifugio, qualche “ipo-dotato” (parlare di “escursionista” sarebbe offensivo per chi frequenta educatamente la montagna) ha inciso con un coltello i segni evidenti della sua carente intelligenza. La discesa, lungo lo stesso percorso, dura poco meno della salita, ma oggi ce la prendiamo davvero con calma. Nell'attesa degli amici rallentati da qualche problema mangiamo mirtilli e programmiamo le gite d'agosto. Qualcuno ha sentito parlare di una centralina idroelettrica anche in questo paradiso. Ci auguriamo che la creazione del Parco dell'Alta Valle Antrona interferisca con questa diabolica pensata. Ma sappiamo che nel paese dove Schettino diventa docente universitario anche questo sarebbe possibile. Ad Antrona un drink di gruppo pone fine alla bellissima giornata.

 
 
 
       

 

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