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Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
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Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

PIZZO MARONA | Stampa |
Scritto da Gianpaolo Fabbri   

PREMESSA. Dalle vette che dominano il Lago Maggiore si osservano a 360° panorami incredibili. L'avvicinamento in auto è la parte dell'escursione più “sofferta” e, percorrendo strade come quelle di Cicogna o di Intragna, si apprezza l'eroismo di chi vi risiede e deve scendere a valle quasi ogni giorno.

PIZZO MARONA

16 OTTOBRE 2014

Dislivello totale: 1200 m. Tempo totale: 6 h 20'.

Oggi levataccia. Ci si deve trovare alle 6.30 coi verbanesi a Cambiasca. Siamo ancora in “ora legale” ed è notte fonda, ma un appuntamento gastronomico e la lunghezza dell'escursione non concedono alternative. Ed è così che, percorsa la tortuosa stradina fino al parcheggio di La Piazza, quota 1150, sopra Intragna, alle 7.15 ci avviamo, purtroppo senza “frontalino”. Per fortuna il campo base, nonché futuro ristorante, dell'Alpe Piazza si raggiunge lungo una comoda strada sterrata in 15' e, finalmente, albeggia. Qui alleggeriamo gli zaini e ripartiamo per la spedizione odierna in stile “alpino”. Dopo 10' siamo all'Alpe Sunfai, 1247, e la salita si fa ripida, su traccia. Altri 15' ed ecco l'Alpe La Trecciura, con le sue baite diroccate. Si prosegue ed in 35' raggiungiamo Il Pizzo, 1644. Prima breve pausa con drink e foto: il sole non riesce ancora a sfondare la velatura nuvolosa. In falsopiano si arriva, in direzione ovest, al Monte Todano (20'), 1667. Si piega a nord e si scende lungo un sentiero evidente, ma ripido, umido e scivoloso, da percorrere con attenzione, al Colle della Forcola, 1518, in 15'. Un lampo di umanità della guida ci consente di fare colazione. Anziché seguire la via normale, cioè un sentiero ben segnato, parzialmente attrezzato e, comunque, faticoso, proseguiamo verso nord risalendo il filo di cresta su traccia non sempre evidente e molto ripida. L' asprezza della salita (ma qui è tutto “aspro”) costa fatica, ma “rende” e, dopo 35', siamo sulla Cima Cugnacorta, 1894, detta anche Maronina. Temendo la roccia umida lungo la cresta, discendiamo circa 100 m su terreno scomodo, sul versante est, e riprendiamo il sentiero. Due coraggiosi restano in cresta, su terreno più esposto, ma sono premiati da roccia asciutta e da un bel pezzo di cammino in meno. Risaliamo la cosiddetta “scala santa” e in un'ora siamo alla cappella del Pizzo Marona e, poco sopra, in vetta, 2051. Fin qui circa 3 h 30', soste escluse. Breve pausa e ridiscendiamo lungo il sentiero fino al Colle della Forcola in 1 h 20', sempre attenti su questo terreno aspro e ripido. Per evitare di risalire al Todano, percorriamo il sentiero, in parte franato ed in leggera salita, che porta alla Cappella di Pian Cavallone, 1564 (25'). Scendiamo, poi, con calma su bel sentiero, passando per il rifugio (chiuso) di Pian Cavallone e chiudendo il giro ad anello all'Alpe Sunfai e all'Alpe Piazza (50)'. Qui, seppure in ritardo all'appuntamento gastronomico, godiamo della squisita ospitalità di due amici che ci hanno preparato il pranzo. E dimentichiamo in allegra compagnia le fatiche della giornata.

 
 
 
       

 

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