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Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
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Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

MOTTARONE E MONTE ZUGHERO DA LEVO | Stampa |
Scritto da Gianpaolo Fabbri   

PREMESSA. Come scrivevo nelle premesse alle prime gite di questa rubrica, la montagna è sempre bella, anche con tempo brutto. Bisogna solo scegliere una meta adatta alle condizioni meteorologiche e alla stagione. La zona del Mottarone lo è. Se, poi, si è in buona compagnia, il gioco è fatto.

 

MOTTARONE E MONTE ZUGHERO DA LEVO

4 DICEMBRE 2014

Dislivello totale: 1000 m. Tempo totale: 6 h 35'. Sviluppo totale: 17,62 km.

Consci da giorni della pessima giornata che ci aspetta, noi “del giovedì” prenotiamo per tempo un pasto caldo al riparo dalla pioggia e scegliamo i larghi sentieri e le strade che conducono in vetta al Mottarone. Rinunceremo all'ineguagliabile panorama che si gode dalla vetta, ma manterremo l'allenamento e trascorreremo una bella giornata fra amici. La montagna fra i due laghi si può raggiungere da ogni paese o città sita ai suoi piedi. Con la pioggia insistente di oggi riteniamo sia meglio prediligere il comodo percorso che sale da Levo, il bel paese a 600 metri che domina Stresa e Baveno. Siamo in 12 più l'impermeabile Willy, a quattro zampe. Fra gli umani una signora che si è presa un giorno di riposo (si fa per dire!) e che tiene tranquillamente il passo di chi ha più tempo di lei per allenarsi. Nel bar di Levo, all'ora del caffè, un simpaticissimo cartello d'epoca ricorda i tempi antecedenti il 1958, allorché il senatore Lina Merlin sancì l'inizio della prostituzione fuori controllo. Dopo 35' di bel sentiero e strada asfaltata passiamo in prossimità del Giardino Botanico Alpinia e della stazione intermedia della funivia che sale da Stresa, 800 circa. Si prosegue su strada sterrata e sentiero. Oltre una bella pineta sbucano i ruderi dell'Alpe Giardino, 960 (50'). Rapida colazione, sempre con gli ombrelli aperti. Altri 20' e siamo alla stazione della vecchia funicolare, smantellata nel 1963, e alla Fonte Vitaliana, in pieno Parco Borromeo. Proseguiamo lungo il vecchio tracciato della funicolare passando, dopo 20', in prossimità di ciò che resta della chiesa di Sant'Eurosia, che i più devoti di noi visitano. Più su si passa finalmente ad un bel sentiero di montagna, raggiungendo l'arrivo della funivia, 1381, e, nuovamente su strada, la Chiesa della Madonna della Neve, 1410, 55'. Due foto al riparo dalla pioggia ed ultimo strappo fino alla vetta, 1491 (15'). Panorama zero, pioggia sempre ed in 10' scendiamo alla baita CAI, sul versante di Omegna, dove ci si asciuga e si pranza. Nella nebbia e sotto la pioggia ripartiamo in direzione nord – nord – est, scendendo lungo la pista di sci fino al caratteristico masso a forma di ippopotamo, che qualche ardito scala. Di qui si raggiungono l'Alpe Nuovo ed il rifugio del CAI Baveno, 1205, 55'. Ancora una breve discesa e poi 50 m di risalita fino al Monte Zughero, 1230, 10'. La pioggia dà un po' di tregua, ma il panorama è sempre assente. Si prende la direzione sud – est con un breve tratto di sentiero scomodo e ripido (l'unico dell'escursione). Più in basso si trasforma in strada sterrata e, nell'ultimo tratto, asfaltata, fino a Levo. 2 h 15' dal Monte Zughero. La discesa dura più della salita, per il notevole sviluppo del percorso scelto, e, non appena sulle auto, si accendono i fari.

 
 
 
       

 

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