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Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
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Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

Monte Fajè | Stampa |
Scritto da Gianpaolo Fabbri   

PREMESSA. Escursione abbastanza faticosa, ma senza problemi. C'è neve solo sopra i 1700 metri e le nostre anziane ossa, in attesa del vero inverno, cercano calore e poche grane. Pur essendo dicembre inoltrato, il sole scalda ancora, almeno quanto la maestosa vista dei tre laghi, Maggiore, Orta e Mergozzo.

MONTE FAJE'

11 DICEMBRE 2014

Dislivello totale: 1100 m. Tempo totale: 5h 15'. Sviluppo totale:11,6 km.

Splendida giornata. In dodici, con Willy ed Asia, all'alba siamo già a Bracchio, superbo balcone sul lago di Mergozzo, a quota 300. Parcheggiamo alle prime case e, con difficoltà, calziamo gli scarponi: c'è ancora poca luce, ma abbiamo evitato il traffico mattutino delle metropoli del VCO. Dopo lunga assenza, ci onora della sua presenza il presidente. Si attraversa il paese tenendo la destra, si passa in prossimità della chiesa, e, poco più avanti, s'imbocca la bella mulattiera per l'Alpe Vercio. Anche una strada vi sale, ma, fortunatamente, non interferisce. Dopo 30' breve sosta ad una cappella e si fotografa il sorgere del sole. Le piogge del Mottarone sembrano un lontano ricordo. Sempre lungo la mulattiera ed un breve tratto di strada sterrata raggiungiamo Vercio, 828, in 45'. Colazione, foto a panorami sempre più belli, man mano che si sale, ed un momento di meditazione toccante presso un piccolo cippo, in prossimità della chiesetta, che ricorda una tragedia di quasi vent'anni fa. Si spazia sui quattromila, dal Rosa al Mischabel. Ancora in direzione nord, su bel sentiero, si raggiunge in 60' la Colma di Vercio, 1255. Ci ricompattiamo, crogiolandoci per qualche minuto al sole. Il presidente, che deve la prestigiosa carica non solo ai capelli più bianchi, ma anche alla sua collaudata saggezza, raggiungerà direttamente l'Alpe Ompio da Vercio, accompagnato da un fedele scudiero. E' già per lui un ottimo allenamento, dopo mesi di inattività. Noi, alla Colma, pieghiamo decisamente a destra (est) e percorriamo la cresta che separa la Bassa Ossola dalla Valgrande, in falsopiano. Dopo 25' siamo in vetta al Monte Fajé, 1352, uno dei punti panoramici più grandiosi di tutta la provincia, che deve il suo nome alle belle faggete che lo circondano. Iniziamo la discesa verso il Rifugio Antonio Fantoli dell'Alpe Ompio dividendoci, a scopo esplorativo. Un gruppo percorre il sentiero ben segnato, leggermente più lungo, che scende prima ripido nel bosco, in direzione Valgrande, poi piega a destra. L'altro gruppo segue la dorsale, meno ripida, in direzione di Ruspesso, piegando decisamente a sinistra nel bosco, senza sentiero, quando si trova in corrispondenza di Ompio. Questo secondo percorso, più diretto, è sconsigliato in estate con bosco e vegetazione a terra più fitti. Al rifugio, quota 997, raggiunto in 30' dalla vetta, c'incontriamo con i due amici saliti direttamente da Vercio. Pranzo tranquillo, sempre in pieno sole, e rientro in direzione di Ruspesso, 950, dove termina la bella strada che sale da Bieno o Santino. Una sosta alla bellissima baita di un ex componente del nostro gruppo e, lungo strada o sentiero, giungiamo alla Cappella di Erfo, 662. Qui si lascia la strada, prendendo un sentiero sulla destra, che passa dall'Alpe Boscopiano e ci riporta a Bracchio in 2 h 05' da Ompio. E' più presto del solito e ci permettiamo l'ultimo drink.

 
 
 
       

 

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