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Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
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Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

PASSO DI MONSCERA – CIMA TIRONE | Stampa |
Scritto da Gianpaolo Fabbri   

PREMESSA. In attesa di condizioni meteorologiche stabili e di neve “sicura” facciamo un altro passo indietro, a dicembre 2013, per descrivere un'escursione con ciaspole tranquilla, non faticosa, di breve durata e condita da un giusto ristoro nell'ospitale rifugio di San Bernardo.

PASSO DI MONSCERA – CIMA TIRONE

5 DICEMBRE 2013

Dislivello totale: 600 m. Tempo totale: 4 h. Sviluppo totale: 10,8 km.

Tempo bello e tanta neve, troppa per itinerari più ambiziosi o per gite senza ciaspole a quote inferiori. In Ossola abbiamo la fortuna di avere un'infinita possibilità di scelte: da quota 200 a quota 4638; a piedi, con ciaspole o con sci; dal banale all'estremo (non per noi!); rifugi o ripari in caso di maltempo; l'ombra dei boschi se troppo caldo e il sole nei prati nelle mezze stagioni; torrenti e ruscelli a disposizione, almeno fino a che le troppe centraline idroelettriche non ci desertificheranno. Le condizioni odierne ci fanno optare per la bellezza e le comodità dell'alta Val Bognanco: strada fino a 1600, pendii dolci e sicuri, un comodo rifugio dove, a richiesta, in qualsiasi giorno dell'anno ti preparano un pasto caldo. Siamo in undici, più Asia ed il suo border-fidanzato Book, affidato alle mie severe cure dai suoi padroni. Si posteggia a San Bernardo, 1630, e si calzano subito le ciaspole. Lungo la strada innevata, battuta da gatti delle nevi e motoslitte, si raggiunge il ponte sul Rio Rasiga, perdendo un po' di quota (1600). Risaliamo lungo i tornanti della strada e, prima del rifugio del Dosso, bello ma chiuso (ahimè!), tagliamo verso destra e raggiungiamo il rifugio dell'Alpe Paione, 1780, privato e chiuso (ancora ahimè!). 50' da San Bernardo e pausa colazione: ce la prendiamo veramente con calma. Torniamo sui nostri passi lungo la strada che ci porta a ricongiungerci con quella che sale al Monscera e in 55' siamo all'Alpe Monscera, 1978. Di qui in 35', dopo aver lasciato sulla nostra sinistra il pianoro dell'omonimo laghetto, arriviamo al Passo di Monscera, 2103. E' ancora presto e si decide di risalire il pendio sulla nostra sinistra (sud – sud - ovest), finalmente un po' ripido, che in 15' ci porta sulla Cima Tirone, 2202. Qui la neve è dura ed apprezziamo le punte in acciaio sotto le ciaspole. Alcuni amici, che si ricordano soltanto degli errori altrui, mi chiedono ironicamente se ho tolto i gommini di protezione, riferendosi alla mia prima uscita con le ciaspole anni fà, proprio da queste parti, allorché, per non rovinarne le punte, raggiunsi il Monscera con le protezioni “inserite”. Da allora me lo rinfacciano sistematicamente, tanto che i gommini maledetti son finiti in fondo ad un cassetto di casa. C'è troppa neve, soffice e non battuta, per salire, sempre nella stessa direzione, anche sulla Cima Mattaroni, 2236, lungo la dorsale che, poi, scende alla Bocchetta di Gattascosa. Questa dorsale segna il confine fra Ossola e Vallese. Scendiamo, quindi, nuotando nella neve, in direzione sud - est e poi est, al Rifugio Gattascosa, 1993 (25'), al lago di Ragozza, 1958, ed a San Bernardo (1 h). Al rifugio ci raggiunge anche il legittimo padrone di Book, giustificato da un vecchio infortunio, e ci aiuta a consumare il buon cibo preparato dai gestori, saliti apposta da Domodossola. Se questi non sono vizi...

 
 
 
       

 

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