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Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
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Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

HELSENHORN | Stampa |
Scritto da Gianpaolo Fabbri   

PREMESSA. Altro passo indietro, all'estate 2013, per un'escursione classica, che ci possiamo permettere solo nel periodo di massimo allenamento e riservandola ai più “in forma”, per evitare problemi con il Soccorso Alpino e con le famiglie degli amici in probabile difficoltà. La vetta dell'Helsenhorn si trova in territorio svizzero, ma la sentiamo anche nostra, a dominare le splendide conche di Veglia e Devero.

HELSENHORN

28-29 AGOSTO 2013

Dislivello totale: 400 + 1550 m. Tempi totali: 1° giorno 1 h 15', 2° giorno 9 h 35'.

Due giornate di tempo buono, indispensabili per conquistare l'Helsenhorn, ci consentono di programmare quella che è per noi l'escursione più importante del 2013. In ordine sparso tre verbanesi e quattro ossolani raggiungono da Ponte Campo, 1300, il rifugio del CAI Arona all'Alpe Veglia, 1750, nel pomeriggio di mercoledì (1 h 15', nonostante zaini himalaiani). L'avanguardia contatta un amico ed un'amica che si trovano già a Veglia e che, domani, ci faranno dono di forza, esperienza e grande conoscenza del territorio. Ottimo trattamento al rifugio, con professionalità trentina, cui l'Ossola si sta lentamente avvicinando, e a nanna presto. Si cerca di riposare, a parte una richiesta “urlata” di silenzio a due chiacchieroni nella camera vicina, che non conoscono la differenza fra casa loro ed un rifugio alpino. E' quasi buio alle 6 di giovedì quando, in nove, ci avviamo in direzione nord-est lungo il bel sentiero che in un'ora ci porta al Lago Bianco, 2157. Si prosegue fino a Pian d'Erbioi, 2265 – 30', e qui si punta a sinistra (nord-nord-ovest), sempre su sentiero segnato, in direzione del Passo di Boccareccio, 2764. Questo tratto è molto ripido e siamo al Passo in 1 h 20'. Qualche nuvola incornicia le cime e, per ora, rende solo più spettacolare il panorama indescrivibile. Siamo sulla linea di confine, nella parte superiore dell'Helsegletscher. Viriamo a destra, in direzione est, entrando in territorio svizzero. La morbida salita ci ridà un po' di fiato. Prima rocce, con l'aiuto di qualche ometto, poi neve dura, ma non servono i ramponi. Quasi a fine ghiacciaio alleggeriamo gli zaini, visto che ripasseremo di qui al ritorno. Verso sinistra, in direzione nord, affrontiamo il tratto finale: una pietraia molto ripida, dove niente sta fermo e si avanza a fatica, stando attenti a non far cadere sassi su chi segue. I meno forti, fra cui il sottoscritto, danno fondo alle ultime energie e si crea una certa selezione. Raggiungiamo il filo di cresta finale e, finalmente, il terreno sotto i nostri piedi torna ad essere solido. Puntiamo a sinistra ed in pochi minuti siamo in vetta, 3272. 2 h 05' dal Passo di Boccareccio. I forti sono già seduti a riposare, ma ce l'abbiamo fatta tutti. Si dovrebbero vedere Binn a nord e Devero a est, oltre ad una splendida corona di cime dell'Oberland Bernese, ma una barriera di nuvoloni neri quasi ci soffoca e ce lo impedisce. Dovremo tornare qui per goderci il panorama. A sud splende ancora il sole. Ridiscendiamo lungo lo stesso percorso e mangiamo qualcosa sui prati che circondano il Lago Bianco. Siamo al rifugio in 3 h 30' dalla vetta, soste escluse. Ci aspettano gli amici, guidati dal nostro presidente, salito a Veglia per congratularsi personalmente con i suoi atleti di punta. Poco più di un'ora di discesa tranquilla e siamo alle auto. Il dislivello in discesa di quasi duemila metri ci lascia prevedere gambe un po' “cotte” nei prossimi giorni.

 

 
 
 
       

 

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