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Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
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Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

Cima Corte Lorenzo - Corte Buè | Stampa |
Scritto da Gianpaolo Fabbri   

 

 

PREMESSA. La catena di montagne fra Ossola e Val Grande, dal Faié al Lesino, viene chiamata “Corni di Nibbio”. Di essa fa parte Cima Corte Lorenzo. E' un'escursione abbastanza faticosa, da evitare nei periodi caldi e da affrontare con buone scorte di bevande analcoliche. Ideale per chi vuole divertirsi su sentieri stretti ed esposti.

 

CIMA CORTE LORENZO – CORTE BUE'

9 maggio 2013

Dislivello totale: 1200 m. Tempo totale: 7 h 10'

La primavera avanzata, con temperature moderate e vegetazione non ancora esplosa, consente un'escursione non amata da chi detesta vuoto ed esposizione, sia pure su sentieri ben segnati ed attrezzati. Per l'occasione sono stati convocati alcuni esperti, sempre pronti a porgere una mano o una corda agli amici in difficoltà. Fra loro anche un maestro di sci taroccato: tanto non c'è neve! Il ritorno allungato incrementa notevolmente i tempi odierni. Partiamo in quindici da Ruspesso, 900, dove termina la strada per l'Alpe Ompio. L'escursione più impegnativa del solito spaventa, ma attira. Nuvole e sprazzi di sole. In 10' siamo all'alpe e al Rifugio Fantoli, 1000. Sempre in direzione nord, che poi diventerà ovest e nord – ovest nella parte finale, proseguiamo per l'Alpe Caseracce, 1247, (45'), aggirando sulla destra il Monte Faiè. Breve sosta in contemplazione della Val Grande e si riparte per l'Alpe Pianezza e la Colma di Vercio, 1250, (20'). Qui il saggio presidente c'impartisce la sua benedizione e scende verso nord, diretto a Corte Bué, dov'è prevista, fra qualche ora, la pausa pranzo. I quattordici superstiti s'inoltrano nel cuore dei Corni di Nibbio. Si susseguono ripidi pendii da salire e da scendere, tratti facili ma esposti, tratti un po' più complessi ma ben attrezzati. Alcuni escursionisti, nonostante la disapprovazione delle guide, abbandonano gli zaini lungo il percorso per ridurre la fatica. Penultima ripida salita sul pratone detto Pasquetta e qui lasciamo le racchette che ci intralcerebbero. Ripidissima discesa su sentiero un po' esposto, traverso attrezzato e ultima salita, sempre attrezzata. Siamo in vetta, 1574, dopo 1 h 45' dalla Colma. Pietose borracce di chi ha ancora lo zaino soccorrono chi ha le spalle colpevolmente scariche, ma che sia l'ultima volta! Panorama stupendo su laghi, Ossola, Val Grande ed altro. Breve sosta, foto aeree e manteniamo la concentrazione, forse più necessaria che in salita: scendiamo. Dopo 1 h 30' siamo nuovamente alla Colma di Vercio. Deviamo a sinistra, in direzione nord e, in 40', raggiungiamo Corte Bué, 888, dove ci attende il saggio e ben riposato presidente. Tranquillo relax nel bello e storico alpeggio ricco di storia, quasi un paesino. Si riparte con più di cinque ore nelle gambe e ce ne vogliono altre 2 per tornare a Ruspesso, passando dall'Alpe Basseno, 879, (1 h 10'), e, nuovamente, da Ompio, 1000. Altri su e giù incrementano il dislivello totale. Ci godiamo ancor più del solito il cambio scarponi, il brindisi finale, le ultime foto di gruppo, non gradite a tutti ma solo alle coscienze tranquille. Secchi di adrenalina sono rimasti sulle rampe aeree e scoscese dei Corni di Nibbio.

 
 
 
       

 

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