Ultimi Eventi

Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
Immagine

Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

Pizzo Valgrande di Vallè | Stampa |
Scritto da Gianpaolo Fabbri   

 

 

PREMESSA. In una giornata estiva perfetta il territorio intorno all'Alpe Veglia assume un fascino impagabile, è una delle meraviglie dell'Ossola. Questa escursione lunga e bella richiede un po' d'attenzione in un tratto fra l'Alpe Vallé e il Passo del Croso.

 

PIZZO VALGRANDE DI VALLE'

11 luglio 2013

Dislivello totale: 1250 m. Tempo totale: 7 h

Parcheggiamo a Ponte Campo, 1320, attraversiamo il torrente Cairasca e seguiamo la strada per l'Alpe Veglia. La giornata è stupenda e siamo in otto. C'è anche un semiprofessionista che, dovendo osservare un breve periodo di “riposo”, si aggrega a noi per questa breve e facile passeggiata. Se lo dice lui... In prossimità della sbarra prendiamo la strada di sinistra verso l'Alpe Vallé. Prima di raggiungerla osserviamo a lungo e fotografiamo un camoscio tranquillo e curioso, che si ferma a guardarci da breve distanza senza timore alcuno. Capisce anche lui che siamo bravi ed innocui ragazzi. Dopo 1 h 10' siamo all'alpe, 1792. Lasciamo la strada e saliamo verso destra lungo un sentiero che percorre a tornanti un canale erboso molto ripido fino ad una selletta. Si prosegue per un tratto in falsopiano, in parte esposto e attrezzato, e si riprende a salire fino al Passo del Croso, 2395 (1 h 30'). Qui un cartello ci dice che 1700 metri sotto i nostri piedi passa il tunnel del Sempione. Prendiamo a destra, aggirando sul versante occidentale le pareti dolomitiche rivolte verso San Domenico, e saliamo in vetta al Pizzo Valgrande di Vallé, 2531, lungo dolci pendii con nevai residui (45'). Il panorama entusiasmante è esaltato dal limpido azzurro del cielo. Foto singole, di gruppo e alle montagne che ci circondano, senza disturbarle con la nostra umile presenza umana: sole sono ancora più belle. Scendiamo sui pendii erbosi della Piana d'Avino, puntando al lago, 2246, in direzione ovest. Ci arriviamo in 35' e passiamo sul muraglione della diga, oltre il quale c' è l'ultima breve rampa in salita. Sempre verso occidente, su sentiero, scendiamo dolcemente attraversando qualche nevaio per poi scendere decisamente, in direzione nord, fino ai boschi di conifere e al Lago delle Streghe, 1960, immerso nel verde (1 h 10'). Qui in paradiso ci troviamo con due amici, il sempre saggio e benedicente presidente ed il fornitore ufficiale di sostanze energetiche, sotto forma di dolcezze, saliti direttamente da Ponte Campo. Pausa ristoratrice e scendiamo a Veglia, 1761, (20'), passando dal meraviglioso Lago delle Fate. 30' per un salto, andata e ritorno, alla fonte dell'acqua ferruginosa, nascosta sotto il residuo della solita grande valanga e quasi irraggiungibile. Durante la ricerca della sorgente quattro anziani, ma non necessariamente esperti alpinisti, “sfondano” e fanno un bagnetto, per fortuna solo nella neve, avendo trascurato il dettaglio che, sotto di essa, scorre un torrente impetuoso. Al Rifugio Lepontino, davanti ad un boccale di birra, raccontiamo, senza particolare orgoglio, la nostra impresa fantozziana a chi ha fatto saggiamente a meno dell'acqua miracolosa. L'ultima ora di cammino, attraverso il Groppallo, ci riporta a Ponte Campo.

 
 
 
       

 

Joomla Templates by Joomlashack