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Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
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Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

E’ boom per le ciaspole sui monti dell’Ossola | Stampa |
Scritto da Paolo Crosa Lenz   

Il fenomeno è cresciuto negli ultimi quattro-cinque anni, ma quest’inverno che è “esploso”. Domenica 7 febbraio da Riale al rifugio Maria Luisa, in Val Formazza, c’erano almeno 200 persone che salivano: doppi turni per mangiare al rifugio e il 95% con le ciaspole. Così in Val Bognanco (nonostante i cronici problemi di viabilità!), così in Devero (nonostante il fastidioso balzello del parcheggio!), così in Antrona e a Macugnaga. Anche in Vigezzo. Impossibile (e impensabile!) solo dieci anni fa, quando la montagna invernale era terreno esclusivo degli sci alpinisti. Le ciaspole hanno sconfitto la montagna invernale, permettendo a tutti di frequentarla. 

In qualche valle compaiono paline di plastica verde o arancione per segnalare i percorsi, ma sono tentativi estemporanei e labili (vedi da Macugnaga al Belvedere!), spesso frutto di nobili iniziative di albergatori in una situazione di incertezza legislativa. Non importa. L’importante è andare!

L’inverno sovente nasconde le brutture e le ferite che gli uomini hanno inferto alle montagne. Le strade consortili e le piste forestali, in estate aborrite dagli escursionisti perché percorse da rombanti mezzi fuoristrada, diventano silenziose sotto la neve ed offrono il terreno per belle e sicure escursioni invernali. E’ la media montagna ossolana, tanto antropizzata in estate, che diventa in inverno meta ambita di chi cammina a piedi. La neve offre una montagna nuova.

In inverno, tuttavia, non si va ovunque si cammina in estate. Vi sono luoghi (l’alpe Veglia, la Val Grande) che in inverno dormono sotto la neve. Ambienti in cui dominano gli animali selvatici, liberi e soli nel silenzio della montagna. La democratizzazione della montagna portata dalle ciaspole presenta anche un risvolto inquietante.

L’escursionismo invernale è più pericoloso dell’escursionismo estivo perché la neve presenta il pericolo delle valanghe. Un’insidia imprevedibile che richiede la massima prudenza ed attenzione. Per questo l’escursionista deve acquisire comportamenti e competenze nuove nella frequentazione della montagna invernale. Una sfida impegnativa che richiede la massima prudenza.

 
 
 
       

 

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