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Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
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Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

Carlo Petrini e le "Antiche Ricette Ossolane" | Stampa |
Scritto da Libreria Grossi   

Dopo quasi due anni di lavoro, è finalmente stato pubblicato "Antiche Ricette Ossolane", opera di 237 pagine ispirata al ricettario del 1790 del vogognese Jacopo Albertazzi “Il Padre di famiglia in casa e in campagna”. Il volume, realizzato da Paola Caretti e Ivano Pollini, vanta la presentazione di Carlo Petrini, presidente di Slow Food, che per l'occasione riportiamo integralmente.

Stringendo tra le mani le bozze di questo libro mi viene da pensare che è anche così che si fa economia locale, che si lavora per rimettere al centro delle vite delle nostre comunità il cibo. Riscoprire antichi ricettari dimenticati non è soltanto esercizio bibliografico o storico. Lo hanno compreso bene gli autori Paola Caretti e Ivano Pollini, i quali è vero che ripercorrono la ricettistica e i consigli del prezioso libro settecentesco “Il Padre di famiglia in casa e in campagna” (un titolo fantastico), ma lo attualizzano e contestualizzano corredandolo di ottime informazioni su agricoltura, materie prime, varietà locali, storia economica del territorio, glossari e tutto ciò che scoprirete leggendolo e consultandolo.

È l’approccio giusto, è il modo corretto per parlare di scienza gastronomica. Perché il cibo va inserito in una visione quanto più olistica possibile. Già Jean-Anthelme Brillat-Savarin, padre della gastronomia moderna, nel 1825 scriveva nella sua “Fisiologia del Gusto”: «La gastronomia è la conoscenza ragionata di tutto ciò che si riferisce all’uomo in quanto egli si nutre». Facendo seguire a questo incipit una lunga serie di materie che a detta dell’autore sarebbero coinvolte nella complessa scienza gastronomica: storia naturale, fisica, cucina, commercio, economia politica. Anche gli attori della scienza gastronomica, secondo Brillat-Savarin, non sarebbero soltanto gli “anfitrioni”, ma «i coltivatori, i vignaioli, i pescatori e la numerosa famiglia dei cuochi, quale che sia il titolo o la qualifica sotto cui essi mascherano il loro occuparsi della preparazione degli alimenti».

Insomma, se parliamo di cibo e scegliamo di farlo a partire dalle ricette non dobbiamo mai dimenticare tutto ciò che sta dietro alla ricetta: le materie prime, la biodiversità, il contesto locale, la tecnica e il savoir faire che si sono evoluti nei secoli. È un errore che purtroppo commettono in molti oggi: per loro la gastronomia è soltanto ricette, tant’è vero che assistiamo a una vera e propria invasione che sconfina anche sui media più popolari, quale è la televisione, in cui siamo al confine con quella che definirei “pornografia alimentare”.

No, la gastronomia è cosa seria, è una scienza e ci chiama ad essere rigorosi, a non dimenticare il tutto per una parte. Del resto anche ne “Il Padre di famiglia in casa e in campagna” Jacopo Antonio Albertazzi aveva quest’approccio nel 1790. Oggi questa visione deve essere il nostro impegno, perché sappiamo bene in quali condizioni versa il nostro Pianeta, e ciò è in gran parte dovuto alla produzione, trasformazione, distribuzione e consumo del cibo. Per diventare più responsabili abbiamo bisogno di capire che il cibo coinvolge le nostre vite più di quanto siamo soliti pensare, quali sono i comportamenti virtuosi che possiamo mettere in atto semplicemente nutrendoci. La dimensione locale in questo è decisiva: è a partire dalle nostre comunità che riusciremo nell’impresa di cambiare. Quindi ci vuole memoria di ciò che è stato, consapevolezza di ciò che si ha, immaginazione per creare nuovi paradigmi. Un libro come questo aiuta, non solo è prezioso per lo storico e l’appassionato, ma diventa fondamentale per la comunità che vi è rappresentata.

Per questo introduco semplicemente dicendo grazie agli autori per il loro splendido lavoro.

Carlo Petrini

Presidente internazionale Slow Food

 
 
 
       

 

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