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Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
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Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

Il restauro della chiesa di San Quirico di Domodossola e il contributo della Valle Formazza | Stampa |
Scritto da Umberto De Petri   

La chiesa dei S.S. Quirico e Giulitta di Domodossola è ritenuta la più antica dell’Ossola (sec. XI). Essa è situata all’inizio della strada carrozzabile che conduce al Sacro Monte Calvario. I recenti lavori di restauro degli affreschi di questa chiesa mi hanno riportato alla mente altri interventi eseguiti qui nel dopoguerra e che videro un coinvolgimento della Valle Formazza. Ecco il resoconto dei lavori fatto da mons. Luigi Pellanda, arciprete di Domodossola a quel tempo:

“Nel 1945 appena spuntata la pace si fecero importanti lavori: si scoprirono i numerosi affreschi che rendono bellissima l’abside, si ridussero alla forma primitiva le finestre e il sig. Zani rimise abilmente in ordine i vecchi vetri le cui intelaiature in ferro furono offerte dai sigg. Dott. Armando e Ing. Augusto Ceretti; fu posto il nuovo altare dono del Prof. Eraldo Baldioli. Si spera di cambiare il tetto quest’autunno riducendolo a capriate scoperte come era prima.

Ora si sono trovate le poderose travi-catene da m. 8,50 a spigoli da 0,20 x 0,26 che non si era mai potuto trovare. Esse provengono da Canza di Formazza e appartengono ai grandi larici divelti dalla violenza della valanga dell’inverno ’51.

Ci aiutò la benevolenza dei frazionisti di Canza, del geom. Moriggia e dell’Ing. Calciati cui rivolgiamo il più giusto ringraziamento.

I visitatori ora le vedranno in alto, ma nessuno si accorgerà che hanno una misura così difficile.

Ringraziamo il Signore che ci ha dato di fare tanto lavoro per conservare un oratorio di pregio e ringraziamo quanti, società, privati e operai, ci hanno aiutato a favorito in mille modi: sul nostro lavoro non abbiamo trovato che comprensione, buon cuore e pazienza”.

Queste le belle parole che mons. Pellanda scrisse sui nn. 27 e 40 del giornale “Il Popolo dell’Ossola” dell’anno 1953

Da allora i vecchi larici che videro la tragedia di Canza, grazie anche alla benevolenza di quella popolazione tanto provata, rivivono nel tetto dell’antica chiesa di S. Quirico e sorvegliano dall’alto i fedeli e i visitatori che frequentano il tempio sacro.

 
 
 
       

 

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