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Presentazione DOMO BORGO MILLENARIO
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Venerdì 26 maggio alle ore 17:45 presso il Teatro Galletti di Domodossola Presentazione del libro: DOMO BORGO MILLENARIO di ENRICO RIZZI    

 

 

Il giro del passo del Gries: una giornata in alta val Formazza (26.06.2011) | Stampa |
Scritto da Libreria Grossi   

Ci vogliono circa 4 ore, escluse le soste, per percorrere questo anello di sentieri, o per meglio dire triangolo, che toccano luoghi dai panorami mozzafiato.

Partiamo dalla diga di Morasco (1815 m), in una mattinata incredibilmente tersa, e ci dirigiamo verso l'alpeggio del Bettelmatt, famoso per aver dato il nome all'ormai noto e pregiato formaggio. Invece della strada sterrata scegliamo di percorrere il sentiero che si snoda sulle antiche tracce di mulattiera che un tempo vedevano passare carovane di mercanti e animali da soma carichi di merci di ogni genere.

Dopo circa mezzora giungiamo così all'alpeggio, magnifico come sempre e per l'occasione completamente fiorito in giallo. Attraversando questo tratto pianeggiante non possiamo fare a meno di essere attratti dalla forza magnetica di questi grandi spazi. Giusto il tempo di giungere in fondo alla piana e già finisce la contemplazione e si ricomincia a sudare. Il pendio si fa impegnativo, soprattuto in alcuni tratti, ma la fatica è ben presto ripagata. Salendo il percorso volge lentamente a destra, aprendo a sud-ovest la visuale verso la maestosità dell'Arbola, una tra le più alte vette delle Alpi Lepontine e sicuramente una delle più affascinanti. Da qui poi ci mostra il suo profilo migliore e non possiamo che fermarci qualche attimo per osservare. Ma non sarà questo l'unico punto dal quale potremo ammirarla.

Qualche minuto ancora di cammino e arriviamo al passo del Gries (2479 m), visto la giornata occupato da diversi gruppi di persone. Qui il vento, che ci aveva più o meno soffiato contro per tutto il tragitto, è davvero forte. Ci copriamo e cerchiamo un posto riparato dove mangiare.

Invece di proseguire come la maggior parte delle persone verso la Capanna Corno per poi rientrare dal passo San Giacomo (altro giro da fare assolutamente), voltiamo verso sinistra imboccando il sentiero Castiglioni, tracciato sitemato a cura del Cai di Busto Arsizio intorno  agli anni '50 per collegare il rifugio Maria Luisa con il Città di Busto. La traccia è ben segnalata e ci permette di risalire agevolmente la morena del sottostante ghiacciaio del Gries, un tempo padrone di tutto il passo. Anche il panorama verso la Svizzera è ottimo, peccato solo che il livello del lago dell'omonimo ghiacciaio sia particolarmente basso.

Il sentiero prosegue e un passo dopo l'altro raggiungiamo il punto più alto dell'intero percorso (2672 m): un balcone naturale che si affaccia su tutta l'alta valle. Ogni parola per descrivere lo spettacolo sarebbe superflua: l'Arbola (in foto), il Basodino, il Lauteraarhorn verso l'Oberland Bernese, e le vallate sottostanti parlano da soli.

Proseguiamo così, dopo qualche minuto speso ad ammirare il paesaggio, verso la Piana dei Camosci. Qui incontriamo l'unico tratto del percorso che può impressionare chi soffre di vertigini. Per qualche decina di metri il sentiero taglia un ripido pendio sassoso molto esposto, ci aiutiamo per sicurezza con la corda fissata nella roccia che però purtroppo non è in ottime condizioni e in alcuni punti gli ancoraggi sono saltati. In ogni caso nessun problema, il tratto è breve e la traccia è buona, un poco di attenzione e passiamo oltre. Riprendiamo così a scendere in costa verso la piana.

Incontriamo poco dopo due lingue di neve che attraversiamo facendo molta attenzione: la seconda in particolare è abbastanza ripida  e scivolare qui potrebbe essere davvero pericoloso. Quest'anno c'è poca neve, come si nota anche osservando il canalone che ospita gli impianti di risalita del ghiacciaio (ormai ridotto a nevaio) dei Camosci, che ora abbiamo davanti a noi. Sicuramente in annate particolarmente nevose conviene posticipare le escursioni su questo tracciato.

Ultimi passi e siamo sulla piana, regno delle marmotte, per poi risalire qualche metro per raggiungere il rifugio Città di Busto, dove ci concediamo una merenda all'aperto, visto la splendida e calda giornata di sole. Per concludere la nostra gita scegliamo di scendere dal canalone del Rio del Sabbione, a destra del rifugio. Il sentiero è più ripido rispetto a quello che potremmo discendere passando nuovamente dall'alpe Bettelmatt, ma è più rapido e, dopo aver avvistato ancora qualche marmotta, piano piano ci conduce al punto di partenza. La vista del lago di Morasco ci concede l'ultima gioia di questa splendida giornata.

Note: La descrizione dell'itinerario si trova all'interno del volume "Val Formazza" di P. Crosa Lenz e G. Frangioni, ed. Grossi.

 
 
 
       

 

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